Isola del Giglio

Isola del Giglio

Perla di straordinaria bellezza, l’Isola del Giglio con i suoi 405 metri s.l.m. emerge dal mare di fronte al promontorio dell’Argentario ed è quotidianamente collegata con Porto Santo Stefano da regolari servizi di linea. Specialmente nel periodo estivo è collegata anche con la stupenda Isola di Giannutri sua frazione insieme a Giglio Porto, Giglio Castello e Campese. Il suo nome deriva assai probabilmente dalla latinizzazione del greco “Igilion”, capra. I suoi abitanti sono chiamati "gigliési”.

FRAMMENTI DI STORIA

Numerosi ritrovamenti di asce, punte di frecce, mole per la triturazione, frammenti di ceramica lasciano intendere l’isola abitata nella preistoria. Relitti di navi trasportanti granito locale per la fabbricazione di ancore rinvenuti intorno all’isola (VI secolo a.C.), fanno pensare ad una frequentazione Etrusca. I Romani probabilmente vi si insediano attorno al III secolo a.C., ma il decollo dell’isola va collocato al tempo della costruzione di una sontuosa villa commissionata dai Domizi Enobarbi (I secolo a.C.), i cui ruderi sono ancora visibili in prossimità del porto. Relitti di navi risalenti all’età imperiale fanno emergere il Giglio come uno snodo sicuramente importante nei traffici con le Province. Tappa obbligata lungo le rotte di collegamento mediterranee, rimane commercialmente vitale almeno sino al primo Medioevo. Forte e deciso è il potere esercitato dalla Repubblica Marinara di Pisa che, grazie alla fortificazione fatta erigere nel corso dell’XI secolo, mantiene l’effettiva influenza sull’isola fino al XV secolo quando si afferma la potenza fiorentina. Dopo una serie di complessi passaggi – Alfonso d’Aragona, famiglia Piccolomini di Siena, duca di Amalfi, Cosimo I dei Medici, Eleonora di Toledo – il Giglio entra a far parte del Granducato di Toscana. Le singolari vicende dell’Isola annoverano anche una serie di lunghe e terribili incursioni che vanno dai pirati saraceni, notissimo quello del celeberrimo pirata Barbarossa (1544), alle navi di assaltatori tunisini.

DA VEDERE

GIGLIO PORTO sviluppato a semicerchio lungo una piccola insenatura della costa orientale.

Le incantevoli spiagge CANNELLE, CALDANE, ARENELLA.

GIGLIO CASTELLO con le sue MURA.

I ruderi della VILLA ROMANA a Cala del Saraceno.

Lungo la strada che dal Porto conduce al Castello, il VECCHIO FARO costruito nel XVIII secolo e i PALMENTI: costruzioni, ormai allo stato di ruderi, utilizzati un tempo come ripostiglio di utensili e per la lavorazione dell’uva.

La CHIESA parrocchiale dei SS. PIETRO E PAOLO APOSTOLI restaurata nel XVIII secolo in stile tardo-barocco, contiene parte della suppellettile sacra della cappella privata di Papa Innocenzo XIII, e il famoso BRACCIO RELIQUIARIO di San Mamiliano, con un’ulna del santo.

GIGLIO CAMPESE, luogo particolare per sposare il mare con la natura. Il piccolo golfo, dominato dalla TORRE, è il luogo dove nel 1799 fu organizzata la straordinaria difesa contro l’attacco dei pirati.

L’ISOLA DI GIANNUTRI che merita la visita per un’intera giornata. I tre rilievi di Capel Rosso, Cannone e Monte Mario, la costa frastagliata, ricca di insenature e interrotta solo da due piccole spiagge, le grotte, tra cui la famosa CALA DEI GROTTONI, i ruderi di una grande VILLA ROMANA, i resti del PORTO ROMANO a Cala Spalmatoio, la rendono veramente unica e suggestiva.

di Giovanni Gentili