Manciano

Manciano

La particolare posizione di naturale belvedere, di balcone affacciato sulla terra e sul mare, rende Manciano, che un popolare proverbio chiama “spia della Maremma”, un luogo assai vivibile e lo faceva nel lontano passato un eccellente posto di vedetta. A coronamento della cima di un poggio, con i suoi 444 metri s.l.m., si estende su uno dei più vasti territori della provincia dei Grosseto (372 Kmq) e annovera al suo interno 7 corpose frazioni: Saturnia, Montemerano, Poderi di Montemerano, Capanne, Poggio Murella, San Martino sul Fiora, Marsiliana. Dista 57 Km da Grosseto, 67 da Viterbo e 135 da Roma. I suoi abitanti sono chiamati “mancianési”.

FRAMMENTI DI STORIA

Resti neolitici rinvenuti nel suo grembo (Scarceto, Montauto, ecc.) dimostrano che la Valle dell’Albegna è abitata sin dalla preistoria. Studi archeologici ricordano che qui fioriscono i due importanti centri di PIAN DI PALMA (Saturnia) e probabilmente CALETRA (Marsiliana), scomparsa verso il 600 a.C. forse a seguito di una guerra collegata alla crescita di Magliano. Il castello di Manciano è citato sin dal 1118 nel privilegio che il Papa Clemente III assegnava alla Diocesi di Sovana. Ad iniziare dal XII secolo Manciano viene sottoposto al governo degli Aldobrandeschi del ramo santafiorino, poi dal 1272 passa a quelli di Sovana. Transita per il dominio di Orvieto (1304), viene concesso in feudo alla famiglia dei Baschi di Montemerano (1328), è ereditato dalla famiglia dei conti Orsini di Roma, viene conquistato dai senesi, costruttori nel 1424 della ROCCA, quindi restituito agli Orsini (1455). Il Castello nel 1469 è oggetto delle scorribande di un gruppo di pirati corsi. Difeso dal Senato Veneto nel 1501 dalla marcia del devastatore Cesare Borgia, Manciano passa, poco dopo, sotto il dominio dei Medici (1557). Nel ‘600 è il Comune più importante dell’area, specialmente dal punto di vista agricolo e le visite granducali attestano lo sviluppo dell’abitato unitamente al degrado delle opere fortificate. In seguito alla riforma amministrativa di Pietro Leopoldo la Rocca è recuperata nel 1783.

DA VEDERE

Il CASTELLO ALDOBRANDESCO con gran parte del circuito murario che lo recingeva, due delle tre porte che davano accesso all’interno e i resti di due torri cilindriche.

Al vertice della collina su cui sorge il paese, la ROCCA eretta dai senesi nel 1424.

Il MUSEO DI PREISTORIA E PROTOSTORIA DELLA VALLE DEL FIORA collocato nell’edificio adiacente alla rocca e in grado di offrire una panoramica dell’evoluzione dell’uomo dal paleolitico all’età del bronzo.

Il DUOMO DI SAN LEONARDO e, fuori dal nucleo antico, l’ORATORIO DELLA SS. ANNUNZIATA.

Apice di un colle lungo la strada che conduce a Vulci, la ROCCACCIA DI MONTAUTO inizio del XIV secolo e il medievale CASTELLO DI SCIARPENA.

Su un colle della strada che da Manciano porta a Farnese, i ruderi del CASTELLACCIO DEL PELAGONE, meglio noto col nome di Castello di Scarceta, appartenuto agli Aldobrandeschi e quindi agli Orsini.

MONTEMERANO, autentico gioiello medievale, si staglia, fortificato, sopra un colle disseminato di olivi con il suo castello e le pittoresche piazzette raccordate da stretti vicoli.

SATURNIA, centro di notevole interesse storico e turistico con le sue “acque stregate” già apprezzate in epoca romana. Le attuali TERME famose in tutto il mondo e le libere “Cascate del Gorello” rendono l’area suggestiva e misteriosa.

Le NECROPOLI che si estendono intorno Saturnia e sulla piana adiacente la riva destra dell’Albegna: “San Carlo” (IX secolo a.C.), “Il Puntone” (VII – V secolo a.C.).

Il CASTELLO e le NECROPOLI della MARSILIANA al centro di un’area intensamente abitata in epoca etrusca.

di Giovanni Gentili