Orbetello

Orbetello

Adagiato su una piccola lingua di terra, limitata dalle lagune di Ponente e di Levante, Orbetello, 3 metri s.l.m. e 221 Kmq di territorio comunale, include al proprio interno le frazioni di Albinia, Ansedonia, Feniglia, Fonteblanda, Giannella, Neghelli, Orbetello Scalo, San Donato e Talamone. Dista 42 Km da Grosseto, 140 da Roma e 62 da Pitigliano. I suoi abitanti sono chiamati “orbetellàni”.

FRAMMENTI DI STORIA

Reperti di una necropoli testimoniano che l’area è conosciuta e abitata sin dal VII secolo a.C. L’ottimale collocazione geografica, forte di strutture difensive naturali, le permette ben presto di assurgere a centro di traffici commerciali nel Tirreno e lungo il Mediterraneo. Capacità difensive probabilmente ampliate dagli Etruschi (IV secolo a.C.) o addirittura dai Villanoviani (X secolo a.C.) con le mura ciclcopiche a blocchi poligonali formate da enormi massi di pietra sovrapposti e privi di materiale connettivo che affiorano dalla laguna. L’importanza strategica subisce una battuta d’arresto con l’espandersi della potenza militare romana e l’emergere della Colonia di Cosa. Per tutto il periodo successivo e sino al basso Medioevo le notizie sulla cittadina lagunare sono assolutamente frammentarie. Orbetello medievale decolla nel 789 quando Carlo Magno e Papa Leone III la includono in un privilegio a favore dell’Abbazia delle Tre Fontane. Diviene quindi possesso prima degli Aldobrandeschi e poi degli Orvietani (1303), fino a quando nel 1417 il paese viene annesso alla Repubblica di Siena bisognosa di sbocchi a mare nel territorio maremmano. Oggetto nel corso del XV secolo di non pochi tentativi di conquista, dalle truppe del Re di Napoli Ladislao, al Capitano Gonzaga, alleato degli Orsini contro Siena, per giungere alle truppe di Jacopo Piccinino, condottiero al servizio del Re di Napoli Alfonso, vede alla fine perfezionate le proprie fortificazioni tramite la costruzione dei bastioni. La fine della potenza senese porta Orbetello, nel 1557, ad essere proclamata la capitale dello Stato dei Presìdi. Durante questa fase di influenza spagnola viene rinforzata la posizione militare della cittadina con una consistente serie di costruzioni e ristrutturazioni: restaurate le antiche mura di cinta, sanata e restaurata la Rocca, murati i bastioni, ristrutturate la Porta nuova e la Porta a terra, costruita la Polveriera Guzman e il bastione d’Arcos. Presìdi questi che riescono a reggere l’urto delle truppe e della flotta francese a metà del XVII secolo. La fine dello Stato dei Presìdi (1808) e il Trattato di Vienna (1815) direzionano Orbetello nel novero del Granducato di Toscana, veicolato in seguito, con il plebiscito del 1860, nel Regno di Sardegna e l’anno successivo nel Regno d’Italia. La prima fase del XX secolo trova Orbetello in un periodo aureo legato ai fermenti industriali e reso famoso anche oltre-Oceano dalle trasvolate atlantiche organizzate con idrovolanti che dalla cittadina lagunare partono e giungono. Nel 1933 prendono il via gli idrovolanti guidati da Italo Balbo che attraversano – per la prima volta nella storia – l’Oceano Atlantico.

DA VEDERE

La POLVERIERA GUZMAN costruita nel 1692, di forma rettangolare e caratterizzata da due grandi locali sovrapposti.

La ROCCA, del XII secolo.

Gli edifici dell’ex IDROSCALO della laguna di Levante, con il grande Hangar firmato dall’architetto Nervi distrutto da tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale.

Il BASTIONE D’ARCOS, costruito nel 1692.

La PORTA A TERRA ESTERNA di stile spagnolo-barocco.

Il DUOMO DELL’ASSUNTA, di epoca romanica, costruito sui resti di un tempio etrusco.

In Piazza Eroe dei due Mondi, il PALAZZO DEL GOVERNATORE, dedicato a Giuseppe Garibaldi, con sopra la TORRE DELL’OROLOGIO.

La CHIESA DI SAN GIUSEPPE, con facciata dal sapore rinascimentale.

Uscendo dal centro, verso la diga, il MOLINO a vento circondato dalle acque, eretto dai senesi nella prima metà del ‘500 e risistemato dagli Spagnoli.

La città romana di COSA, fondata nel 273 a.C., con i resti del grande Capitolum, tempio a tre celle, l’area del Foro per le attività commerciali e politiche, la Basilica, il Comitium, un Tempio.

ANSEDONIA con le antiche torri di San Pancrazio e San Biagio, la Tagliata, la grande villa marittima di epoca imperiale, il Porto Cosano costruito tra il II e il I secolo a.C., lo Spacco della Regina. Poi la villa romana delle Settefinestre del 40 a.C.

TALAMONE dove è possibile visitare i resti del maestoso Tempio etrusco, il cui Frontone è in mostra ad Orbetello, oltre allo stupendo paese e guardare la Rocca costruita dai senesi nel XVI secolo. Nel 1860 Talamone entra a far parte della storia del nostro Risorgimento con Giuseppe Garibaldi, che sbarca nel porto, per rifornirsi di armi durante l’Impresa dei Mille.

di Giovanni Gentili

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