Sorano

Sorano

Collocato in uno dei lembi più suggestivi della Maremma, il comune di Sorano (175 kmq di superficie) è un po’ il simbolo toscano della “Magica Etruria” con i numerosi reperti etruschi disseminati tra colline, vallate e boschi. Distante 94 Km da Grosseto e circa 60 da Viterbo, il capoluogo Sorano sorge, a 379 metri s.l.m., su uno sperone tufaceo sovrastante la valle del fiume Lente, ed è circondato da ben 10 frazioni: Castell’Ottieri, Cerreto, Elmo, Montebuono, Montevitozzo, Montorio, San Giovanni delle Contee, San Quirico, San Valentino, Sovana. I suoi abitanti chiamati “soranési”.

FRAMMENTI DI STORIA

Diverse aree con tombe a camera e colombari (simili alle nicchie a ai piccoli vani di una colombaia) testimoniano la probabile abitazione etrusca. Ma per avere prime notizie documentate di Sorano bisogna giungere a poco prima del Duecento. Il castello infatti compare come proprietà della famiglia Di Bartolomeo in un documento del 1172. In un documento del 1210, ratificato dall’imperatore Ottone IV, lo troviamo stabilizzato nei possedimenti maremmani degli Aldobrandeschi. Nel corso del XIII secolo segue quindi le vicende del ramo “sovanese” della famiglia Aldobrandeschi, mentre nel Trecento il castello, unitamente alla Contea di Pitigliano, passa sotto il controllo degli Orsini, che lo difendono dagli attacchi senesi. Nel 1604 passa, con Pitigliano, ai Medici e quindi al Granducato di Toscana. Nel 1783 vede la sua comunità ingrandirsi con quelle soppresse di Castell’Ottieri e Sovana. Durante la prima parte del XX secolo si assiste ad un progressivo spopolamento del paese, e ad un abbandono di alcuni suoi quartieri, specie quelli a ridosso del Masso Leopoldino minacciati dalla progressiva erosione del costone sottostante.

SOVANA, autentico gioiello, le cui origini conducono addirittura al VII secolo a.C. Divenuta il centro della zona nel periodo del massimo splendore etrusco, conosce, specie tra il III e il II secolo a.C., un periodo assolutamente florido testimoniato oggi dalle eccezionali tombe rupestri. Nel 594 viene conquistata dai Longobardi e nel 940 diviene sede della famiglia Aldobrandeschi e come tale capoluogo della potente Contea. Dopo una parentesi che vede Sovana sottoposta alla sovranità degli orvietani, nel 1332 passa agli Orsini che non riescono a sollevarla dalla crisi economica e demografica nella quale è precipitata. Occupata nel 1410 dai senesi, nel 1557 cade sotto il controllo dei Medici, ma nessuno riesce a risollevarne le sorti. Solo i Lorena, successi ai Medici nel 1737, tentano di riportare Sovana all’antica vitalità.

DA VEDERE A SORANO

La FORTEZZA, eccezionale esempio di architettura militare del Rinascimento.

Il PALAZZO COMITALE, preceduto da un portale del rinascimento.

La CHIESA di SAN NICCOLA DI BARI, costruita intorno al 1100 e ristrutturata secondo lo stile del tempo a iniziare da 1700. Vi è conservato il corpo di Santa Felicissima, qui trasportato dalle catacombe di Roma nel 1779.

Uno dei due accessi al borgo: la PORTA DEI MERLI, cinquecentesca.

Nel fondovalle, le VIE CAVE, camminamenti misteriosi che un tempo comunicavano Sorano con le circostanti necropoli.

L'intreccio sotterraneo di CUNICOLI E CAVERNE.

Prendendo la strada provinciale per Sovana, la NECROPOLI DI SAN ROCCO, con tombe a camera, scavate nelle pareti verticali dei terrazzamenti.

DA VEDERE A SOVANA

In piazza del Pretorio, la CHIESA PALEOCRISTIANA DI SAN MAMILIANO, la più antica di Sovana.

Accanto alla Chiesa, il PALAZZO BOURBON DEL MONTE, del XVII secolo.

La CHIESA DI SANTA MARIA del XIII secolo con il celebre CIBORIO preromanico, unico esempio toscano di questo tipo.

Il medievale PALAZZO DELL’ARCHIVIO che conserva il fregio della grandiosa tomba etrusca di Ildebrando.

Il PALAZZO DEL PRETORIO, romanico, edificato tra il XII e il XIII secolo.

Lo splendido DUOMO – Cattedrale Diocesana - grandioso esempio di architettura romanica (XI secolo). Sotto l’edificio si apre la cripta, da poco resa accessibile anche dall’interno e probabilmente risalente all’VIII secolo. La navata destra conserva le RELIQUIE DI SAN MAMILIANO, patrono di Sovana.

La MANO D’ORLANDO, masso collocato poco prima del bivio per Pitigliano, dalla forma di un pugno, così chiamato a seguito di una leggenda che si riferisce all’eroico paladino di Carlo Magno.

Le MURA ETRUSCHE visibili per un bel tratto lungo la strada sottostante la Cattedrale.

Lungo le valli che circondano Sovana, la NECROPOLI ETRUSCA scoperta nel 1843 con molte tombe a dado, a fossa, a nicchia. Sul pianoro delle Colonnette è collocata una NECROPOLI ROMANA con tombe a cassone.

Le TOMBE più famose:

La Tomba ILDEBRANDA a Poggio Falceto, imitazione di un tempio etrusco-italico con alto podio a sei colonne sulla facciata (IV secolo a.C.).

La Tomba del TIFONE sul Poggio Stanziale, a edicola con una testa umana fra tralci.

La Tomba POLA a Poggio Prisca, risalente al III secolo a.C.

La Tomba della SIRENA sul costone di Sopraripa, tomba a edicola con due demoni che fanno la custodia al defunto disteso.

La Tomba del SILENO, una delle più recenti scoperte, nella cui camera è stato rinvenuto un intero corredo funerario.

Le VIE CAVE, tra le quali quelle:

di SAN SEBASTIANO, antico e suggestivo sentiero etrusco;

del CAVONE, che un tempo doveva congiungere Sovana con i contrafforti dell’Amiata.

Tra le frazioni:

CASTELL’OTTIERI risalente almeno al XIII secolo, deve il suo nome all’antica Chiesa di san Giovanni Battista e alla Contea di Sorano, Montorio, Castell’Ottieri. Attorno ad un’alta torre medievale quadrata gli Ottieri fecero costruire la ROCCA nel XV secolo, oggi restaurata.

Il CASTELLO DI MONTORIO (XII secolo) del quale si conservano i lati sud ed est del basamento a scarpa cordonato delle mura, una torre tonda sbassata all’angolo sud-est, resti di un grande torrione cilindrico con finestrelle quadrate all’angolo nord-est. Il tutto costruito in conci di tufo locale.

SAN GIOVANNI DELLE CONTEE con l’attuale CHIESA intitolata alla NATIVITA’ DI MARIA, costruita nel 1890 e già allora giudicata un vero gioiello artistico per il suo stile gotico moderno.

SAN QUIRICO con la TORRE costruita nel XV secolo dagli Orsini dopo l'abbandono di Vitozza. Il CASTELLO DI VITOZZA del XII secolo, prossimo al quale è ubicato un INSEDIAMENTO RUPESTRE di straordinario valore caratterizzato da oltre 180 grotte variamente dimensionate e abitate dal XII al XVIII secolo.

La ROCCA DI FREGIANO, con i ruderi del Castello che si trova su uno sperone a sud-est di SAN VALENTINO.

Da segnalare che l’insieme dei tesori culturali, storici e archeologici del territorio sono stati condotti a “sistema” con al creazione del PARCO ARCHEOLOGICO della “Città del Tufo”. Due sono le “porte” d’ingresso: a nord San Quirico, a sud Sovana. Fanno parte del Parco anche il MUSEO etrusco di Sovana e quello rinascimentale di Sorano.

di Giovanni Gentili